Selfie con Madé

La snob around the world

L’aspetto piú divertente di questo ri-soggiorno a Ubud é che dormo a casa di una famiglia balinese. Quello che in Italia si chiama Bed and Breakfast a Bali si chiama Homestay, ma il concetto é lo stesso. La fortuna é che oltre al letto e alla colazione, nel mio pacchetto vacanza, é inclusa anche la nonna, Madé. Inutile dirvi che con lei potrei parlare anche il sardo campidanese che il risultato sarebbe lo stesso: grandi sorrisi ma la piú totale incomprensione. Tuttavia io e Madé ci facciamo delle grasse risate tutti i giorni mentre comunichiamo a forza di inchini, dita che puntano oggetti, mani che gesticolano e domande pronunciate piú lentamente, come se la velocitá delle parole potesse colmare l’ignoranza della lingua. Impeccabile nel suo sarong e infradito d’ordinanza, Madé sta seduta a piegare foglie per le offerte divine giornaliere (ha delle mani che sanno di magico) o in piedi, a sistemare il piccolo tempio in giardino. Oggi Madé ha scattato anche uno dei suoi primi selfie. Con me. 

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Indonesia. Ubud. Again. Day 19

La snob around the world

Impossibile non cedere alla tentazione. Sono tornata tra le risaie di Ubud per fare Yoga. E incontrare la Berlinese, che senza di lei sarebbe stato molto più difficile. Nonostante le perplessità legate a dei stupidi pregiudizi da snob, ho messo piede nel tempio dello Yoga. La Cattedrale della meditazione. La Mecca dell’Ohm, il Berghain delle campane tibetane. I numeri parlano di più di 75 lezioni a settimana per 362 giorni all’anno. Una macchina da soldi che attrae adepti da tutto il mondo, pronti a sborsare centinaia di dollari per depurarsi dalla vita tossica dei tempi moderni. Tappetini in titanio, crudité, cibo ayurvedico e trattamenti detox. L’Eden per i vegani. Una luna di miele per i fruttariani. Letteralmente l’ inferno per uno come Antonino Cannavacciulo di MasterChef.

Isole

La snob around the world

Isole. Paradisi solitari. Fatte per pochi perché difficili da raggiungere. Fatte per chi ha il tempo di aspettare. Una bellezza intatta. Sulla terra, sotto il mare, nella terra. Nei bambini con i piedi sporchi, il capriccio sulle labbra e i gesti dei padri. Negli uomini. Nelle madri, che terra sono loro stesse nella carne e nel sangue. Donne bellissime, rare. Perché le isole sono cosí, custodiscono gioielli che brillano solo per pochi. 

#‎Giliair‬ ‪#‎GiliTrawangan‬‪#‎Indonesia‬ ‪#‎lasnobaroundtheworld‬ ‪#‎lasnoblovesasia‬

Scarico Merci

La snob around the world

Scarico merci in ‪#‎GiliAir‬. Per l’esattezza si tratta di cemento. Una cosa leggera insomma. Niente gru nell’isola. Si fa tutto con le mani e le spalle e le gambe. Scalzi. In testa una busta vuota per proteggersi dal sole che frigge la pelle e il cervello. Non c’é tempo per lamentarsi. 

Lasnoblovesberlin by Claudia Sideri's photo.

Indonesia. Gili Trawangan. Day 14.

La snob around the world

Hey sista. In un’ isola in cui ci si sposta solo a piedi, in bicicletta o su un carretto trainato da piccoli cavalli a sonagli, conciati come ad una sagra di paese siciliana, non potevo non sentirmi a mio agio. I campanelli suonano al trotto dei quadrupedi e dettano il ritmo delle strade mentre l’altoparlante della moschea ancora in costruzione trasmette a singhiozzi il richiamo quotidiano alla preghiera. Senza riscuotere troppo successo. Il vero ritmo, lento, lo detta il reggae, e Bob é l’unico vero dio dell’isola. I locali sono per lo piú giovani, svegli, veloci, dai capelli bruciati e dal fisico asciutto, armeggiano barche o ruote senza pudore, sotto l’occhio lesso di turiste culone. Perennemente scalzi e a torso nudo. Mi chiamano Claudi, come le nuvole in inglese dicono, o sista e hanno difficoltá a digerire l’informazione donna sola in viaggio. Peró mi guardano e se la spassano da morire. Fanno domande, spiegano, consigliano in un inglese migliore di qualche immigrato italiano di lungo periodo. Forse é l’erba. Che mi hanno offerto una ventina di volte, in un paese in cui esiste la pena di morte per i trafficanti di droga. Che va bene, tra un cannone sulla spiaggia e una fucilata al cuore ci sono parecchie vie di giudizio, ma é sempre meglio evitare. O forse sono i funghetti, che qui crescono naturalmente e che mi hanno assicurato “ti fanno vedere le tartarughe marine che suonano la chitarra circondate da pesci arcobaleno ballerini”. Non so, ma sta di fatto che qui i brothers se la ridono sempre, anche quando il letto é un materasso per terra in una stanza umida senza luce.