I want to be single. Senza di te.

La snob loves berlin

Ci mancava lei, la blogger canadese Isabelle Teissier e il suo articolo “Voglio essere single, ma con te”  (tradotto in italiano dalla versione inglese, tradotta a sua volta dalla versione originale in francese apparsa sull’ Huffington Post Quebec, una di quelle traduzioni essenziali ecco). E poi ci mancava la risposta del blogger italiano Gianmaria Tammaro su GQ Italia per affrontare nuovamente i difficili problemi che affrontano le coppie e i single contemporanei. Perché diciamocelo francamente, è dai tempi delle lettere a Cioé che non si vedevano in giro un numero cosí spropositato di articoli sull’argomento. Bionde testimonianze di chi ha raggiunto l’obiettivo della coppia perfetta che si alternano a post disperati di single cronici che cercano di darsi pace enfatizzando i benefici che puó trarre chi non ha, e non per scelta, un partner con cui condividere il brodino nelle fredde serate invernali. Per quanto mi riguarda la veritá é che le dinamiche di coppia sono talmente uniche che non hanno bisogno di nessuna ricetta speciale se non di un pizzico di compromessi e di qualche grammo di sane bugie, mentre chi piange la propria solitudine sentimentale dovrebbe solo cambiare prospettiva e godersi il presente. Qualunque esso sia. E magari adottare un cane.

You know nothing Jon Snow

La snob australian edition

Dieci ore. Una tripla maratona da record olimpico. Un divano, due poltrone, un materasso. Cuscini sparsi. La colonna sonora da colossal americano come sveglia. Pancetta, funghi, uova, avocado, pomodoro, fagioli, pane tostato. Ettolitri di caffé, per me. Per altri litri di salsa rossa piccante. Due fumate veloci che con le cartine corte tutto si consuma subito. E poi dieci ore. Dieci episodi di sangue vecchio rancido, odio parentale, olio di topo e capelli di strega, tette e culi, capricci da regina del palazzo e considerazioni importanti da principesse di strada. Lacrime di serpente, nani ribelli, principi arroganti e cavalieri bionici. Una maratona che un giorno vorrei avere la stessa pazienza, il fiato e le gambe per correrne una di maratona. Maledetta pigrizia. Dieci ore di Games of Thrones, quinta stagione. Che mai giornata fu piú appropriata per brindare al grido di “Winter is coming”. Il mio primo giorno d’inverno australe, per me che a Giugno ero abituata a programmare bagni di salsedine e impacchi di sole e Fior di Fragola mentre ora mi ritrovo cullata da foglie gialle, aria calda da pompa di calore e un sole che tramonta prime dell’ora del thé.

Nessuno spoiler sulla serie, tranquilli. Prendetevi il vostro tempo. Ma ne vale la pena.

È tutta colpa del brufolo

La snob australian edition

La latitanza é terminata. Spero.

L’opera di stabilizzazione in terra straniera procede a vele spiegate anche perché con il vento che tira da queste parti o apri le vele o muori affogato.

Il diluvio del secolo é arrivato e ha portato con sé stralci d’inverno, una buona dose d’acqua, qualche albero sdradicato e la consueta confusione sulle strade. Il panico da traffico con temporale non ha confini.

La velocitá con cui le cose cambiano invece mi sembra che sia tipica solo dell’Australia. Abbandonato il circo della gastronomia mi ritrovo ora professionalmente impiegata come assistente alle vendite in un negozio di abbigliamento maschile.

Quando si dice il destino. I soggetti preferiti delle mie ironie tra le amiche e di alcune mie scritture ora mi pagano l’affitto. Ebbene si, mie care palle di testosterone, la sottoscritta, colei che segretamente vi ha deriso davanti a tanti sguardi consenzienti femminili, ora si piega a novanta davanti a voi. Ma non pensate male per cortesia, lo faccio solo per allacciarvi le scarpe o per ritoccarvi l’orlo dei pantaloni.

Save the date

La snob loves berlin

+++ SAVE THE DATE +++
Giovedí 9 Aprile 2015 ore 19:00

La snob fa due salti in libreria

Foto bookDirty Thirty. Mentre i ventenni si fanno di selfie e hashtag e i quarantenni cercano la loro indipendenza tra il bucato che fa ancora mammá e la comoditá del divano di casa ecco che ci siamo noi; i trentenni, per intenderci quella generazione a metá, nata nell’epoca delle spalline ingombranti e dei Duran Duran, cresciuta con il telefono fisso e i cd e che matura all’ombra di una crisi che sembra non avere fine e un progresso tecnologico che avanza ad una velocitá senza precedenti. Sulla carta siamo quelli sfigati. Nella realtá siamo quelli che ci provano. A fare cosa? Semplicemente a vivere come vogliamo noi, senza per forza seguire le regole stantie di un sistema sociale ed economico che mostra quotidianamente crepe. Abbiamo l’entusiamo della gioventú, l’esperienza di un quarto di secolo sulle spalle e il coraggio di rischiare.

Ristoranti for dummies

La snob australian edition

Ho cercato di essere poco autobiografica in questo blog. Si tratta pur sempre del mio punto di vista ma spesso con la licenza della scrittura libera mi sono permessa di usare l’immaginazione. Ultimamente non riesco neanche a trovare le energie per confondermi con me stessa e la mia fantasia si affievolisce davanti ad una stanchezza mentale e fisica a cui sto incominciado ad abituarmi ma che ancora mi lascia esausta. Tuttavia,