First social australian impressions

La snob australian edition

Da animale sociale quale mi considero non potevo far finta di niente. L’Australia si presenta differente da Berlino. Due cittá, due storie, due continenti, due emisferi differenti. Inevitabile. La fauna urbana di conseguenza presenta caratteristiche, atteggiamenti, fisionomie diverse. Ogni singolo giorno mi si presenta davanti la possibilitá di compiere un’analisi sociale a cielo aperto. Interessante.
Per esempio:

First australian impressions

La snob australian edition

 Il viaggio é stato lungo e ha incluso un passaggio in Business Class tra Roma e Doha, un capodanno in aeroporto nel deserto, un passaggio in dogana con relative domande quali “sei un terrorista?” o “hai delle bombe a mano nel beauty case?” e due notti intere in aereo. La seconda delle quali tra l’altro trascorsa a guardare reality trash americani che in confronto la Tommasi sembra una vergine. Tempo impiegato porta a porta: 50 ore e una strana sensazione di mal di schiena mista a stanchezza. Inoltre in queste occasioni, quando il piano é quello di spostarti per un lungo periodo, alla partenza pensi di doverti portare gran parte del tuo mondo dentro la valigia. All’arrivo quando cominci ad interagire con i bagagli, i trasporti pubblici e le case senza ascensore rimpiangi di non esserti portato l’essenziale ovvero: il passaporto, il portafoglio, un’agendina con numeri di telefono e indirizzi, un libro, la macchina fotografica e lo spazzolino. Tutto il resto é superfluo, fidatevi di una che é nata dentro un trolley.

La snob Australian Edition

La snob australian edition

Signori e signore, in collegamento dalla baia di Sydney la snob é tornata. Questa volta in costume e con cinquanta chili di superfluo sulle spalle. Il tempismo anagrafico questa volta mi ha aiutato, a me che notoriamente arrivo quasi sempre in ritardo. Specialmente nelle storie sentimentali.

Cosí nel 2014 ho salutato Berlino e il suo rinomato clima freddo, metereologicamente e socialmente parlando, per dare il benvenuto al 2015 in piena estate, geolocalizzata in quel di Sydney. Dall’altra parte del mondo. Mi sto regalando un anno intero in Australia, per cambiare ancora una volta punto di vista e per inseguire l’estate, che io proprio non ci vedo niente di male.

Per la cronaca non cerco niente di particolare, consapevole che per essere felici bisogna guardare nel palmo della propria mano e nei labirinti della propria testa. Solo una nuova avventura per migliorarmi, per mettermi alla prova, per parlare finalmente una lingua normale, perché mi piacciono i biondi e perché adoro vivere in un posto dove si sente l’odore del mare e il vento soffia per gonfiare le vele delle barche.

Ho anche cambiato vestito al blog. Meno paillattes. Ci sto lavorando a mano, con ago e filo. Un nuovo abito, questa volta confezionato su misura, nei limiti concessi da WordPress chiaramente. Ancora in fase di montaggio, piú ci lavoro piú ci trovo imperfezioni. Con il tempo metteró tutto a posto. Per ora lascio a voi l’ardua sentenza di leggerlo ed esplorarlo e dirmi che ne pensate.

I canali social rimangono sempre gli stessi, i vari Facebook, Instagram, Twitter e Pinterest. Laicatemi, pinnatemi, twittatemi, sharatemi, shakeratevi, insomma fate quello che volete ma vi suggerisco comunque di seguirmi perché se Berlino é stata un’avventura sorprendente, l’Australia ha tutte le carte in regola per essere decisamente effervescente. A partire dalle dimensioni dei ragni domestici per esempio…

A presto!

Vi Lovvo

Claudia

Dalla Sardegna con l’X-Factor

La snob loves berlin

Localizzata temporaneamente in quelle lande rigogliose e abbandonate quali essere quelle italiane, non ho potuto mancare di vedere, con estrema attenzione peraltro, la puntata finale di quello che a detta di tutti, critica e pubblico, si é confermato essere lo spettacolo televisivo piú interessante degli ultimi anni: X-Factor.

Ciaone Berlino

La snob loves berlin

Non si tratta di un addio e neanche di un arrivederci.

Mi piace pensare che il distacco che ora ci appartiene sia solo un ciaone. Un semplice ciao, di quelli lenti, che ci si scambia tra amici dopo una serata passata a parlare, a ridere, a suonare, a cantare. Ci si saluta dentro il locale mentre sciarpe e giacche si incastrano tra le ultime chiacchiere, poi ci si saluta fuori dal locale dove inevitabilmente si discute, in piedi e mani in tasca, altri dieci minuti sui programmi per il giorno dopo e poi si trascorrono gli ultimi cinque minuti per accordarsi sul percorso del ritorno verso casa. Un lento ciao nella consapevolezza che il giorno dopo, la settimana successiva, sarete nuovamente lá, in piedi e mani in tasca e nella stessa posizione. Eppure non riuscite a staccarvi…